[COMUNICATI]: La «Buona Scuola» non ha curato la “supplentite”

Data pubblicazione: Mar 29, 2017 12:35:35 PM

Da quando il MIUR ha messo a disposizione i dati sulle supplenze in Italia (sul portale http://dati.istruzione.it/opendata/), possiamo toccare con mano quanto le promesse della «Buona Scuola» siano state più slogan di propaganda che una vera soluzione per i problemi di continuità e stabilità didattica che da anni affliggono il sistema scolastico italiano.

A Mantova sono state attribuite quasi 1.400 supplenze annuali (circa 15% dell’intera pianta organica, di cui un quinto quasi su posti in organico di diritto, che vuol dire circa 300 posti da stabilizzare finiti invece a rinforzare il precariato).

Parimenti per il personale non docente (ATA – ausiliare, tecnico e amministrativo) in Italia sono state disposte più di 22.000 supplenze di cui quasi 4.000 su posti in organico di diritto, ben oltre il taglio dei 2.020 definito dalla Legge di Stabilità.

Questo sistema di “precariato continuato e reiterato” ha determinato nell’ultimo anno notevoli disservizi in termini di continuità dell’insegnamento (fondamentale per tutte le discipline, ma soprattutto per alcune figure come l’insegnante di sostegno) e di quantità di lavoro a cui sono state soggette le segreterie scolastiche che hanno iniziato l’anno scolastico alla ricerca disperata di supplenti, anche a causa del cattivo funzionamento del famigerato e contestato algoritmo e dei ritardi del concorso per docenti 2016.

In più non ha generato alcun risparmio, anzi considerate le liquidazioni di ferie non godute e TFR sicuramente si guadagnava di più a stabilizzare i precari che a mantenerli nel limbo (è del 2010 la denuncia della FLC CGIL che aveva dimostrato al ministro Gelmini la perdita economica dallamancata stabilizzazione di 100.000 precari: i ministri cambiano, gli errori si ripetono).

Né la «Buona Scuola» né le recenti operazioni di legge hanno dunque permesso la realizzazione di un progetto didattico adeguato con una visione a lungo termine, che può essere garantito soltanto da un piano puntuale di immissioni in ruolo, condiviso con chi lavora davvero nella Scuola.

Per questo continuiamo a rivendicare un confronto con il governo e con il MIUR (Ministero dell’Istruzione Università e Ricerca) sul tema delle stabilizzazioni del personale precario che da anni continua a fornire un servizio indispensabile in tutte le nostre scuole, ricevendo in cambio promesse che non si avverano e piccoli contentini.

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La precarietà in cattedra: 1.400 supplenze annuali

Prof al palo: quasi trecento i posti sicuri in organico ma non stabilizzati. In bilico anche il personale ausiliario.

Flc Cgil: «Solo slogan, riforma miope»

(da La Gazzetta di Mantova)

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