[COMUNICATI] «No ai maxi-Comprensivi»

Data pubblicazione: Nov 04, 2016 6:8:14 AM

La FLC CGIL di Mantova si schiera contro la proposta di maxi accorpamenti che renderebbero le scuole ingestibili.

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Dalla Gazzetta di Mantova del 4 novembre 2016

Dura presa di posizione del sindacato «contro i diktat senza discussione»

«Morselli fermi Borgo Virgilio e Bagnolo». Critiche anche a Viadana e Casalromano

La Cgil bacchetta i sindaci: «No ai maxi-Comprensivi»

Nell’acceso dibattito sul dimensionamento scolastico scende in campo la Cgil. E lo fa per mettere in riga i Comuni, chiedere loro un passo indietro in ragione di un maggiore dibattito con la comunità e tutti i soggetti interessati. Insomma, meno decisionismo e più condivisione. Le parole del segretario generale della Flc Cgil, Massimiliano De Conca, sono dure e destinate a fare discutere: «Ci auguriamo che la Provincia dia un parere negativo alle fusioni di Borgo Virgilio e Bagnolo, così come allo smembramento dell’Istituto comprensivo di Canneto. Piuttosto l’invito è quello di aprire più discussioni fra gli interessati, gli enti locali, tutti gli enti che operano sul territorio, al fine di costruire una vera e propria comunità scolastica che discuta dei problemi di tutti e non dei capricci di alcuni».Non è tutto, perché De Conca passa in rassegna tutti i casi e non vede di buon occhio nemmeno altre possibili modifiche come l’accorpamento chiesto da Viadana. Ma andiamo con ordine. La Cgil fissa alcuni criteri. Primo: «I processi di fusione relativi alle sedi sottodimensionate vanno risolti subito, dal momento che reggenze di dirigente e direttore dei servizi generali ed amministrativi non sono proficue e non garantiscono la giusta stabilità alle istituzioni scolastiche». Secondo: «L’accorpamento di più istituti all’interno della stessa cittadina deve essere gestito in conformità della sicurezza e degli spazi a disposizione, evitando le classi pollaio». Terzo: «Lo spostamento di una sede amministrativa all’interno dello stesso Istituto Comprensivo è più un capriccio che una necessità legata all’effettivo funzionamento dell’Istituto stesso» (riferimento a Dosolo?). A ciò si aggiunge poi un altro punto, cuore dell’intervento: il fatto che alcune richieste dei Comuni siano divenute di dominio pubblico senza che prima ci fosse stato un coinvolgimento dei vari soggetti interessati, e che per giunta le decisioni dei Comuni siano state presentate come dei diktat di cui prendere atto senza discussione.

«Chiaro il nostro disappunto per quanto è avvenuto per Viadana –dice De Conca – la fusione fra i due Istituti ci è stata presentata come un dato di fatto e non come un punto di discussione dal momento che l’amministrazione comunale aveva già deciso». E poi c’è il caso Borgo Virgilio-Bagnolo, «arrivato prima sui giornali e poi al tavolo di dimensionamento». Su quest’ultimo «il nostro parere è negativo nella forma, come lo è tutte le volte che le notizie ci vengono comunicate come informativa senza aprire una discussione», e nel merito «è ancora più negativo perché se uno dei criteri è la sostenibilità di una scuola -dunque la sua vivibilità- creare un Istituto di 1.856 alunni» è negativo. Bocciata infine anche la richiesta di Casalromano di passare sotto Asola, che «balzerebbe a sua volta oltre le 1800 unità»: «Riteniamo che le priorità in caso di accorpamenti non debbano essere numeriche o politiche, di campagna elettorale, ma che altri debbano essere i criteri su cui operare: la comunità sociale e culturale territorio; il progetto didattico; la sostenibilità dell’ambiente scolastico che si viene creando; l’omogeneità dei piani di zona e delle competenze territoriali.

Allegato:

- comunicato stampa